L’impatto dell’architettura sostenibile non ha ripercussioni solo sull'ambiente ma anche sull’economia in scala ridotta che, forse, ha spunti molto più interessanti dal punto di vista del singolo. Dal rapporto McGraw-Hill Construction “Greening of Corporate America SmartMarket Report” del 2007 infatti vediamo come un green building dia come risultato un edificio che:
- consuma meno (i costi di gestione rispetto ad un edificio non sostenibile sono inferiori dell’8-9%)
- vale di più ( un edificio green vale in media il 7.5% in più)
- dà un ritorno di investimento maggiore del 6.6%
- l’occupancy ratio aumenta del 3.5%
- l’indice di locazione d’affitto aumenta del 3%
A questi aspetti prettamente quantitativi vanno poi aggiunti i benefici all’economia “derivati” e cioè tutti quei benefici che non derivano direttamente dall’edificio ma ne sono in qualche modo legati rispetto all’uso che se ne fa.
Negli edifici green infatti si è registrato un notevole incremento della produttività dovuto da una parte alla minore incidenza di malattie legate ad un ambiente mal progettato e “malsano” dall’altra derivante dal maggior benessere psicologico che in ambienti “confortevoli” si produce (ad esempio la luce naturale incrementa la produttività, nelle scuole green il rendimento degli studenti aumenta in media dal 7% al 18% , negli uffici si riduce l’assenteismo e l’assenza per malattia e viene incrementata la concentrazione e quindi la produttività, ecc.).
Dal punto di vista poi dell’investimento iniziale un edificio green costa solo il 10% in più rispetto ad un corrispettivo edificio non green, ma come visto sopra questo gap viene recuperato in breve tempo e grazie ai minori consumi, e grazie all’incremento della produttività.
Sotto l’aspetto economico quindi possiamo dire che costruire in maniera “sostenibile” conviene.
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